Le figure

La diffusione dei corrieri segna un momento di profonda trasformazione delle strutture commerciali della piana di Fondi: da un lato significa l’introduzione nei flussi commerciali di nuovi prodotti, oltre agli agrumi; dall’altro, oltre ai due circuiti esistenti, produttore-grossista e produttore-commissionario-dettagliante, se ne aggiunge un altro rappresentato dal produttore-dettagliante.

Nel periodo della grande espansione urbanistica della capitale, il numero dei corrieri si moltiplica passando da venti a circa seicento: il corriere si trasforma in commerciante puro. I motivi vanno ricercati nella mancanza di ore da dedicare al lavoro diretto nelle aziende, nella crisi dell’azienda familiare, e per il fatto che l’attività di ambulante risulta più redditizia di quella rurale anche per la modesta disponibilità di terreni da coltivare.

Il settore che trae maggiori benefici dall’attività dei corrieri è quello orticolo: negli anni ‘60, il volume di merce trattata dagli operatori fondani riprende a crescere con vigore grazie alla diffusione della coltivazione di primizie in serra nelle zone di Fondi, Gaeta e dell’Agro Pontino.

Con la nascita dei corrieri negli anni ’60, si affaccia nel settore un’altra categoria di venditori facente capo a Fondi, i grossisti, che prelevano i prodotti sia localmente che dalla restante parte della provincia di Latina, dalla provincia di Caserta e da altre regioni: agrumi da Sicilia e Calabria, ortofrutticoli da Puglia e Campania, e pere e mele dall’Emilia Romagna.

Le rimanenti categorie agenti sul mercato di Fondi sono costituite essenzialmente da piccoli commercianti assai numerosi: la media delle loro presenze nei giorni di maggiore afflusso era di 80/100 persone, provenienti per larga parte dall’Italia centrale, che si recavano a Fondi quasi settimanalmente per eseguire i rifornimenti; anche i corrieri continuano la loro opera di incremento economico: giornalmente collegavano il centro ortofrutticolo con le città vicine, fino a raggiungere anche Roma e dintorni, trattando modeste quantità pro-capite del più vario assortimento merceologico.

La forma prevalente di commercializzazione, in questo periodo, è il conto proprio con acquisti diretti, sia per la produzione locale che per quella esterna; il lavoro svolto su commissione rappresenta una porzione trascurabile del commercio.