L'idea di mercato

Il mercato di Fondi è visto con l’ossatura tradizionale del mercato all’ingrosso, coordinando ciò che prima era lasciato all’iniziativa personale ed all’arbitrio dei più forti: doveva agire cioè come centro di raccolta ed orientamento dei piccoli produttori, ma soprattutto doveva tutelarli nella realizzazione di un equo ricavo e doveva servire nei contempo da strumento ed incentivo alla formazione dei centri associativi.

Il mercato doveva fornire agli allora attuali grossisti e alle future cooperative di produttori, magazzini sufficienti alle loro necessità, con tutte le attrezzature per una razionale lavorazione e conservazione, al fine di raggiungere uno standard merceologico tale da valorizzare i prodotti provenienti da Fondi sui mercati nazionali ed esteri: pertanto il mercato ortofrutticolo doveva essere corredato, oltre che di magazzini, di sale di lavorazione e di celle refrigerate per la refrigerazione e conservazione della merce deperibile dei produttori e dei grossisti.

L'importanza che il commercio degli ortofrutticoli acquistata nella zona di Fondi è, sul finire degli anni ‘50, oggetto di interesse da parte di diversi Enti ed Organismi pubblici con competenze per il settore ortofrutticolo (Camera di commercio, Consorzio di Bonifica, Cassa del Mezzogiorno). L'esigenza di costituire nella Piana di Fondi un'adeguata struttura annonaria nella quale poter svolgere in maniera corretta l'attività di raccolta e commercio degli ortofrutticoli è determinata, tra l'altro, da due ordini di problemi:

  • problemi di congestione del traffico viario, tenuto conto che la quasi totalità delle attività di compravendita (eseguite esclusivamente a vista) si svolgevano nel quartiere Porta Roma, lungo l'Appia;
  • problemi di tutela igienico-sanitaria dei prodotti oggetto di compravendita che venivano fatti transitare in strutture inadatte (sovente anche sui marciapiedi antistanti i magazzini dei grossisti);