Ricerca inglese: l'ortofrutta evita l'alzheimer

C'è un motivo in più per mangiare frutta e verdura, specialmente crude: evitare l’Alzheimer in vecchiaia. Uno studio fatto in Gran Bretagna da Peter Houghton, professore di farmacia biomedica e scienze della salute al King’s College di Londra, ha rivelato che alcuni frutti come le mele e le arance e certe verdure come i broccoli, le patate e i ravanelli, agiscono allo steso modo delle medicine che si somministrano ai pazienti affetti di Alzheimer.
L’Alzheimer è una patologia degenerativa del sistema nervoso, per la quale al momento non c’è cura e della quale non è accertata la causa. Uno dei sintomi più evidenti della malattia è la perdita progressiva di memoria, alla quale concorre il calo di un neurotrasmettitore nel cervello, l’acetilcoline. Normalmente le persone affette da Alzheimer vengono trattate con sostanze chimiche quali galantamina e donepezil, che evitano la perdita repentina di acetilcoline.
"Mediante studi di laboratorio abbiamo scoperto che frutta e legumi agiscono sull’acetilcoline come fanno le medicine - spiega il professor Houghton - Fino a oggi erano noti gli effetti antiossidanti dei vegetali, ma ora abbiamo individuato un altro campo di azione specifica di frutta e verdura". Houghton ha fatto della ricerca degli effetti benefici di alcune piante sul sistema nervoso centrale uno dei suoi campi di studio primario.
"L’effetto delle piante, rispetto a quello delle medicine, è molto debole - precisa Houghton - però i nostri studi proseguiranno proprio per capire meglio i meccanismi di azione. Vogliamo verificare se una somministrazione regolare di queste piante può agire in modo significativo. Il passo successivo sarà individuare due gruppi di persone, dei quali uno assume regolarmente frutta e verdura e il secondo no, e vedere quali sono le differenze riguardo alle degenerazioni del sistema nervoso centrale".
Un cammino lungo, ma Houghton non ha dubbi: "Se si spinge la gente a mangiare più frutta e verdura crude non si sbaglia, perché quello che abbiamo individuato è solo uno degli effetti benefici in più, tra i tanti già accertati". La Società farmacologica reale di Gran Bretagna, però, ha già fatto della scoperta di Houghton un cavallo di battaglia, nonostante il professore metta le mani avanti sui tempi di prosecuzione dei test. Il ministero della Salute ha infatti avviato da tempo una massiccia campagna di sensibilizzazione per spingere i britannici a consumare più frutta e verdura, soprattutto crude.